Il mondo della ristorazione è in continua evoluzione. Il modo in cui le persone scelgono dove mangiare, cosa provare e come vivere l’esperienza gastronomica è profondamente cambiato rispetto a qualche anno fa, e la ricerca condotta da NellyRodi in collaborazione con TheFork offre una fotografia aggiornata del settore, basata su dati reali, comportamenti osservati e scenari del mercato europeo. Si tratta di indicazioni preziose non solo per comprendere cosa cercano oggi i clienti, ma anche per aiutare il settore Horeca a orientare strategie, menu ed esperienze in modo più consapevole.
FOODMO: la nuova FOMO del cibo
Nel 2026 il passaparola digitale è una delle principali leve di scelta per chi decide dove mangiare. Il fenomeno definito come social discovery indica che i clienti non scelgono più un ristorante solo per la fame o per la sua reputazione storica, ma perché lo scoprono attraverso foto, video, recensioni e contenuti condivisi da amici, creator o influencer sui social e sulle piattaforme di prenotazione. Da qui nasce il concetto di FOODMO, una sorta di Fear of Missing Out applicata al cibo: il desiderio di non perdersi il piatto virale del momento o il locale di cui tutti parlano diventa un forte motore decisionale. Per chi opera nell’Horeca questo significa ripensare parte della strategia di visibilità online: investire in contenuti visivi di qualità, raccontare i piatti e la loro storia, incentivare la condivisione spontanea degli ospiti può tradursi concretamente in un aumento delle prenotazioni e della notorietà del locale.
Intelligenza artificiale: uno strumento concreto
L’intelligenza artificiale non è più solo un concetto futuristico, ma uno strumento che sta rapidamente trasformando la ristorazione. Secondo l’analisi di NellyRodi e TheFork, le ricerche basate su IA sono passate dal 3% a circa il 30% in pochi mesi, con una proiezione di crescita che potrebbe arrivare fino al 60–70%. Oggi l’IA aiuta i clienti a trovare il locale più adatto attraverso ricerche sempre più naturali e personalizzate, ma soprattutto può supportare i ristoratori nella gestione operativa: dalla creazione e ottimizzazione dei menu all’elaborazione di nuove ricette, dalla gestione del magazzino e delle scorte fino al supporto strategico per prezzi, promozioni e offerte stagionali. Per un locale, l’IA può diventare un vero alleato quotidiano: semplifica la pianificazione, aiuta a prevedere la domanda e libera tempo da dedicare alla creatività e all’accoglienza. Una gestione più efficiente dei flussi di lavoro si traduce in un servizio più fluido e in un’esperienza complessiva più soddisfacente per il cliente.
Ingredienti, contaminazioni e nuove esperienze gustative
Sul fronte dei piatti e dei sapori, la ricerca individua diversi fenomeni emergenti:
- Gelato gastronomico, che supera il ruolo di semplice dessert ed entra nei menu degustazione anche in versioni salate o fermentate.
- Specialty coffee, con cold brew, infusi e abbinamenti pensati per trasformare il caffè in una vera esperienza sensoriale.
- Comfort food internazionale, reinterpretato in chiave contemporanea, con riferimenti alla cucina americana, tedesca e ad altri grandi classici rivisitati.
- Street food premium e fusion, dove ramen, bao, taco e preparazioni globali si arricchiscono di elementi locali e vengono elevati a piatti gourmet.
- Nuove texture e intensità di gusto, con mousse, salse dense, burri aromatizzati e lavorazioni che diventano parte centrale del piatto.
- Ingredienti legati al benessere e alla longevità, come fermentati, alghe, legumi antichi e proteine vegetali, in risposta a una crescente attenzione alla salute anche fuori casa.
- Snacking evolutivo, fatto di mini porzioni, piatti da condividere e format informali pensati per momenti di consumo più flessibili e sociali.
- Microseasoning, che valorizza erbe, germogli e ingredienti legati a micro-stagioni, con un’attenzione particolare a freschezza e biodiversità.
- Ristorazione etica, con locali sempre più impegnati in scelte responsabili, dalla sostenibilità ambientale all’attenzione per l’inclusione e l’impatto sociale.
Nel loro insieme, queste tendenze raccontano un mercato che non si accontenta di sapori già noti, ma cerca innovazione, identità locale e contaminazioni globali.
Perché questi dati sono importanti per chi lavora nell’Horeca
I trend identificati dalla ricerca rappresentano cambiamenti profondi nei comportamenti dei clienti: dal modo in cui scoprono nuovi locali, a come attribuiscono valore all’esperienza emotiva, fino a ciò che considerano davvero importante in un piatto o in una cena fuori casa. Per chi guida un ristorante, un bistrot o un locale, questo significa che:
- la componente digitale e social è ormai parte integrante della strategia di comunicazione e acquisizione clienti;
- IA e tecnologie intelligenti sono strumenti concreti per migliorare l’organizzazione e la gestione quotidiana;
- l’offerta deve saper bilanciare creatività, novità e qualità, con attenzione al benessere e all’esperienza complessiva della clientela;
- ripensare le forme di fruizione, inserendo momenti conviviali e format più dinamici, può aumentare engagement e fidelizzazione;
- il cibo è sempre più legato a scelte etiche e a temi sociali, come sostenibilità, responsabilità e attenzione alle persone.
Il 2026 accende quindi un riflettore non solo sui piatti, ma in ogni fase che porta il cliente a entrare, vivere e ricordare l’esperienza nel tuo locale.
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