Segnati la data: 25 ottobre. È il giorno in cui, ovunque, si festeggia il World Pasta Day. Una giornata nata a Napoli nel 1998 durante il World Pasta Congress e promossa da Unione Italiana Food insieme all’International Pasta Organisation (IPO), con un obiettivo chiaro: celebrare l’alimento simbolo della cucina italiana e raccontarne al mondo storia, tradizione e infinite varianti. E non poteva che essere così: la pasta è più di un semplice piatto, è un rito che accompagna famiglie, viaggiatori, turisti e chef di ogni parte del globo.
Un po’ di storia e curiosità
Dietro questa giornata ci sono l’Unione Italiana Food e l’International Pasta Organisation, che ogni anno promuovono eventi, campagne e iniziative dedicate. La prima edizione del World Pasta Day si è tenuta a Napoli nel 1998, con l’obiettivo di far conoscere tutti i benefici di questo alimento delizioso, sano, nutriente, accessibile e sostenibile, celebrandone la storia e sottolineandone il ruolo centrale nel panorama alimentare globale del futuro. Da allora, l’evento si è svolto ogni anno in città diverse italiane come Napoli, Roma, Genova e Milano, ma anche nel mondo, da Barcellona a Buenos Aires, da Città del Messico a Istanbul, da New York a Mosca, fino a Rio de Janeiro e Dubai. Parlando di numeri, l’Italia resta la patria assoluta della pasta: ne consumiamo circa 23 kg a persona ogni anno e oltre la metà di quella prodotta nel nostro Paese prende la via dell’estero, portando un pezzo di made in Italy sulle tavole di tutto il mondo. Non mancano poi le novità: accanto ai formati classici cresce la passione per pasta integrale, biologica o senza glutine, a dimostrazione di come la tradizione sappia evolvere con i tempi.
La top 10 dei piatti di pasta più amati dagli stranieri in Italia
Quando si parla di preferenze, i dati parlano chiaro. Secondo una ricerca realizzata lo scorso anno da Touring Club Italia e Unione Italiana Food sui ristoratori delle città turistiche italiane, a dominare la classifica c’è la Carbonara, regina indiscussa delle ordinazioni dei viaggiatori stranieri, seguita dalle Lasagne alla Bolognese e dalla intramontabile Pasta al Pomodoro. Poco dopo compaiono gli Spaghetti alle Vongole, i Bucatini all’Amatriciana e gli Spaghetti Cacio e Pepe, che insieme raccontano l’anima della cucina romana. Non mancano i Tortellini in Brodo, simbolo dell’Emilia Romagna, e alcune specialità regionali che ormai hanno conquistato tutti: la Pasta alla Norma, le Trofie al Pesto e le Orecchiette con le Cime di Rapa. Una vera mappa di sapori che testimonia quanto la pasta italiana sia amata e riconosciuta in ogni angolo del pianeta.
Un’occasione d’oro per i ristoratori
Per chi lavora in cucina, il World Pasta Day è anche una splendida opportunità. Creare un menù speciale, magari con un piatto fuori carta o una degustazione dedicata, può attirare curiosità e nuovi clienti. I grandi classici come Carbonara, Amatriciana e Lasagne restano sempre una scelta vincente, soprattutto per i turisti, ma possono essere affiancati da proposte più innovative. Raccontare la provenienza degli ingredienti o spiegare come è stato preparato il sugo, aggiunge valore e rende l’esperienza ancora più autentica. E naturalmente i social sono alleati preziosi: basta una foto ben scattata con l’hashtag #WorldPastaDay per trasformare un piatto in una vetrina di sapori capace di viaggiare ben oltre i confini del ristorante.
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